Modena

“Sogno o Son dEste”?
Nuovi colori agli edifici storici

Un progetto artistico molto suggestivo

Uno degli elementi di fascino che rende così suggestive le città dell’Emilia Romagna è la bellezza dei loro centri storici: quel rosso così suggestivo che adorna i mattoni degli edifici storici attira turisti da tutto il mondo. Ma non tutti sanno che questo non è sempre stato il loro colore: prima che il tempo e gli agenti atmosferici intaccassero le superfici degli edifici, essi erano riccamente decorati.
Con l’iniziativa “Sogno o Son dEste” possiamo rivivere, anche se per un periodo limitato, la bellezza di questi dipinti che ornavano le architetture estensi, grazie alla loro proiezione luminosa digitale sulle facciate degli edifici. Un lavoro che presuppone la sinergia tra storici dell’arte, archivisti ed esperti di nuove tecnologie, che collaborano per ricostruire i fasti delle decorazioni dell’epoca.
Il progetto vede la sua realizzazione sul territorio di Ferrara e Modena. Per quanto riguarda la provincia di Modena, protagoniste saranno la Chiesa di Sant’Agostino e la splendida Rocca di Vignola, che ha ospitato la serata d’inaugurazione il 13 luglio. Qui le proiezioni si svolgeranno ogni mercoledì, venerdì, sabato e domenica di luglio, agosto e settembre, dalle 21:30 alle 01:00.
Il progetto “Sogno o son dEste” non si esaurisce con le proiezioni: il calendario sarà ricco di dibattiti e conferenze. Gli eventi di Vignola avranno tutti luogo in piazza dei Contrari e si terranno la domenica e il mercoledì fino al 5 settembre. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale www.sognoosondeste.it.
Inoltre a settembre, in occasione del “Festivalfilosofia”, il progetto verrà presentato anche a Modena, in Piazza Sant’Agostino 6.
Info: www.sognoosondeste.it


SCOPERTA DOPPIA POSSIBILITÀ DI VISITA IN CITTÀ

Tra i siti Unesco e il Museo Ferrari

DOPPIA POSSIBILITÀ di visita organizzata dall’accoglienza turistica del Comune di Modena. Si comincia dalla scoperta guidata del Museo Enzo Ferrari di Modena dove ammirare, oltre all’opera architettonica di Jan Kaplicki, un’esposizione di auto Ferrari e altre marche legate alla vita del costruttore. Dopo la visita si prosegue a piedi per raggiungere il centro storico di Modena e scoprire il Duomo, Piazza Grande, l’esterno della Torre Ghirlandina e il Palazzo Comunale di Modena. Costruito a partire dal 109, il Duomo è uno dei capolavori del romanico europeo sia per la struttura architettonica di Lanfranco sia per l’apparato scultoreo di Wiligelmo.
Info: www.comune.modena.it


NUOVA EDIZIONE

Il fascino di una visita “bai nait”

Al via la nuova edizione di “Modena Bai Nait” ovvero le attese visite guidate serali nel cuore della città emiliana con un filo conduttore sempre diverso e tante curiosità da svelare, dall’epoca villanoviana all’unita d’Italia fino al dopoguerra. Esperti di storia dell’arte, di letteratura e archeologia accompagnano i partecipanti in percorsi serali per vivere la città come uno svago e come una fonte di arricchimento culturale e di intrattenimento. Se l’Italia ha un vasto patrimonio artistico e storico tutto da fruire, anche la città di Modena esibisce percorsi con inestimabili bellezze da scoprire passo dopo passo e giorno dopo giorno. Non è un caso che il capoluogo emiliano conservi molte di quelle opere catalogate come patrimonio dell’umanità. Il punto in comune di tutti gli appuntamenti del Modena bai nait? L’orario di ritrovo, sempre alle 21 proprio davanti al Duomo della città emiliana.
Info: www.larosenoire.it


DI MOSTRA IN MOSTRA

Le nature morte del Maestro di Hartford

Fino al 16 settembre c’è la possibilità di ammirare due nuove acquisizioni alla Galleria Estense di Modena. Si tratta di due nature morte, “Alzatina con fichi, pesche e uva, vaso di fiori e frutta” e “Alzatina con uva e pesche, vaso di fiori, frutta e farfalla”, realizzate agli inizi del XVII secolo dall’artista conosciuto come il Maestro di Hartford. Già a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, gli studiosi di natura morta italiana si interrogarono sull’autore del Vaso di fiori e frutta su tavolo conservato al Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford. Ascrivibile al contesto romano dei primi anni del Seicento, il dipinto presenta stringenti ed enigmatiche affinità stilistiche con la produzione giovanile di Caravaggio e nel tempo è stato radunato attorno a esso un corpus di una decina di altre opere dello stesso misterioso autore, convenzionalmente chiamato Maestro di Hartford.
Info: www.gallerie-estensi.beniculturali.it


Con “Dialogo con l’antico”
Beck è a Palazzo Ducale

Proseguono anche le visite alla Delizia di Sassuolo

Le sale di Palazzo Ducale a Sassuolo ospitano la mostra “Dialogo con l’antico” di Lawrence Beck. La rassegna, aperta fino al 2 settembre, presenta 8 fotografie di grandi dimensioni dedicate ai giardini italiani, che dialogano con i capolavori di arte antica conservati nel palazzo. Quello dei giardini è il tema cui Beck si è dedicato negli ultimi cinque anni di lavoro e rappresenta il culmine della sua visione artistica che parte dal concetto tradizionale di fotografia come documento. In questo ciclo Beck si dedica al rapporto tra uomo e natura, concentrandosi su paesaggi in cui s’inseriscono alcuni dei capolavori più importanti dell’architettura italiana. Conosciuto per le sue fotografie di larghe dimensioni, Lawrence Beck da anni immortala paesaggi naturali illuminati da una luce diffusa e soffice che fotografa con il metodo tradizionale della pellicola, producendo così effetti molto diversi da quelli delle istantanee digitali. E in parallelo proseguono anche ad agosto le visite al Palazzo Ducale di Sassuolo, chiamato Delizia per la sua architettura impreziosita da fontane e circondata da spazi verdi, per la bellezza delle decorazioni negli ambienti e per l’inserimento nell’ampia vallata del Secchia. Rappresenta un gioiello della cultura barocca dell’Italia settentrionale. Calendario alla mano, la prima domenica del mese il Palazzo della cittadina emiliana è aperto al pubblico con ingresso libero e gratuito.
Info: www.gallerie-estensi.beniculturali.it


AL MERCATO

Castelfranco Emilia con Bio c’è

C’è un appuntamento da segnare in agenda nelle settimane di agosto. È quello del sabato pomeriggio con Bio c’è. Si tratta del mercato contadino bio-solidale in Piazza Aldo Moro a Castelfranco Emilia. Dalle 16 alle 19 si va alla scoperta dell’agricoltura naturale locale, ma soprattutto delle degustazioni dei sapori di un tempo. Ed è possibile perché il consumatore entra in contatto con il produttore.
Info: www.comune.castelfranco-emilia.mo.gov.it


DA VEDERE TRA LE OPERE DI MAGGIOR RILIEVO LA PIETÀ DI CIMA DA CONEGLIANO

Galleria Estense: l’occasione per scoprirla

Quella del 19 agosto è una visita alla scoperta delle collezioni d’arte raccolte per secoli dai duchi d’Este e giunte alle soglie dell’Italia unita. Dipinti, sculture, e arti applicate costituiscono l’eredità inestimabile di una fra le raccolte dinastiche di più antica origine in Europa. Istituita nel 1854 da Francesco V d’Austria-Este e adesso nella sede del Palazzo dei Musei, la Galleria Estense comprende quattro saloni e sedici salette espositive dedicate a quel patrimonio artistico accumulato dai duchi d’Este dagli anni della signoria ferrarese. Orientate verso un aristocratico collezionismo, le raccolte estensi comprendono la ricca quadreria, diverse sculture in marmo e terracotta; un nucleo di oggetti d’arte applicata che costituivano parte del sontuoso guardaroba ducale, oltre a diverse collezioni come quelle dei disegni, dei bronzetti, delle maioliche, delle medaglie, degli avori e degli strumenti musicali. Tra le opere di maggiore rilievo si segnalano la Pietà di Cima da Conegliano, la Madonna col Bambino del Correggio, il Ritratto di Francesco I d’Este del Velazquez, il Trittico di El Greco, il busto marmoreo di Francesco I d’Este del Bernini e il Crocefisso di Guido Reni.
Info: www.gallerie-estensi.beniculturali.it


LA MOSTRA

Donne e motori un racconto nel mondo Ferrari

Una storia rosa in un mondo rosso. Una presenza iniziata in punta di piedi, un approccio timido a quel mondo delle competizioni automobilistiche e dello sviluppo tecnologico nato molti anni fa come feudo maschile. Ma la passione non conosce sesso e anno dopo anno le donne si sono avvicinate al mondo dei motori e in particolare alla storia della Ferrari, condividendo l’amore per la velocità e subendo il fascino delle forme create dai designer di Maranello. Tecnologia ed eleganza si sono fuse, dando forma a capolavori che hanno raccolto ovunque consensi. Le Ferrari si sono confermate un prodigio di ingegneria e vere e proprie icone di stile, celebrate nel passato e ancor più nel presente. Ma c’è anche un altro aspetto in questa storia, ed è quello delle donne passate dal sedile passeggero all’impugnatura del volante. Appuntamento per tutto il mese di agosto al Museo Enzo Ferrari di Modena.
Info: musei.ferrari.com

2018-07-26T10:42:20+00:00Argomento: INTRATTENIMENTO|